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Storia del cartellonismo cinematografico italiano
Alla Scuola Vancini di Ferrara manifesti e pittori di cinema diventano materia di studio a cura di Luca Siano


Lunedì 17 ottobre 2022 – Redazione Scuola Vancini

Dopo “Vancini Manifesto”, mostra permanente curata da Luca Siano e dedicata ai film del regista ferrarese, e dopo la prima edizione del Symeoni Festival, due giorni incentrati sul celebre cartellonista originario di Migliarino, un altro tassello importante si aggiunge al grande puzzle del cinema. La Scuola d'Arte Cinematografica Florestano Vancini di Ferrara, infatti, lancia “Storia del cartellonismo cinematografico italiano”, un percorso multimediale di novanta ore divise in tre anni, per spiegare ai giovani l’importanza dei manifesti nel mondo del cinema. A tenere il corso, in programma da sabato 22 ottobre, sarà proprio Siano, art director e profondo conoscitore della materia, nonché fondatore dell’archivio digitale Sandro Simeoni.

“Per la prima volta in Italia introdurremo all’interno di una scuola di cinema un percorso didattico vero e proprio dedicato alla storia del manifesto e ai suoi protagonisti. Si tratta – spiega Siano – di una grossa responsabilità e sono felice di assumermi questo onere e onore”. L’idea è maturata nel tempo dopo una serie di confronti e scambi di idee tra l’esperto e Stefano Muroni, fondatore della scuola e presidente della filiera creativa Ferrara La Città del Cinema ®. “Pur affondando le sue radici indietro nel tempo - prosegue Siano – la storia dei pittori di cinema non è ancora stata scandagliata e raccontata a dovere, soprattutto non è mai stata materia di studio; fino ad oggi”. L’obiettivo di questa materia pionieristica è fare capire alle ragazze e ai ragazzi della scuola l’importanza del manifesto, sia come forma d’arte sia come vero e proprio mezzo di comunicazione.

“Partiremo dalla Belle Epoque francese e arriveremo all’alternative movie poster dei giorni nostri. Focus centrale di questa materia sarà la scena italiana che va dagli anni Trenta agli anni Settanta del Novecento”. Ci sarà spazio per le "affiches" più importanti ma anche per le meno note, per i protagonisti indiscussi come Symeoni e Casaro e per coloro che si sono persi nelle pieghe del tempo. Nel corso delle lezioni interverranno anche diversi addetti ai lavori che, attraverso la loro esperienza, contribuiranno a spiegare questo universo ai più ancora sconosciuto. “Per la prima volta - conclude il direttore del corso – il manifesto cinematografico diventa materia di studio in una scuola. Nel corso del triennio sdoganeremo la sua valenza artistica e lo faremo proprio attraverso la scena italiana”.

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